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Le aziende europee sprecano 347 mld all’anno a causa di controlli inadeguati sulle spese

Scritto da Redazione


Lo studio, “Verso un futuro luminoso: migliori controlli sulle spese come chiave di ripresa post-pandemia”, evidenzia come scarsa visibilità, superamento dei limiti di spesa e duplicazione delle stesse siano tra i maggiori ostacoli alla crescita aziendale. L’inefficacia dei controlli comporta significative perdite di fatturato per le aziende nel 2020: 30 miliardi di euro in Italia, 62 in Germania, 43 nel Regno Unito, 42 in Francia. In un contesto di bassa produttività gravato dalla pandemia, il dato corrisponde al 2% di fatturato per ogni azienda del Paese. 

“Nonostante siano molte le aziende italiane che stanno cercando di gestire al meglio i flussi di cassa in un panorama economico così complesso, assistiamo costantemente ad una perdita significativa di fatturato su base annua a causa di un sistema di gestione delle spese inadeguato”, afferma Carlo Gualandri, Ceo di Soldo. “E osservare un tale crollo di fatturato a livello macro, rende i numeri davvero impressionanti”.

Lo studio rileva una perdita in Europa di 34 miliardi di euro all’anno a causa di mancati rimborsi IVA, di cui 10 miliardi nella sola Italia: il tutto a causa di errori nell’elaborazione delle ricevute.

“Di fronte a pratiche così complesse, è certamente degno di nota il fatto che le aziende non reclamino denaro dallo Stato, cosa che tutto sommato spetterebbe loro di diritto per reinvestire nella crescita aziendale” continua Gualandri. “ mondo delle imprese sta cercando di accelerare sui piani di ripresa ed è fondamentale trovare modi più efficienti di gestire le spese aziendali. Troppo tempo e denaro sono già stati sprecati a causa di processi inefficienti che non fanno altro che ostacolare i team Finance. Dopo tutto, sono proprio loro che dovrebbero pianificare la strategia d’impresa per la crescita (o la sopravvivenza) nell’epoca Covid”.

La ricerca evidenzia chiaramente la perdita di terreno da parte delle imprese europee a causa degli inadeguati controlli di spesa: solo il 13% reputa le misure adottate “molto efficaci”. Le sfide abbracciano diverse aree: i team Finance sostengono che l’eccessiva centralizzazione stia causando rallentamenti, una parte inutile di lavoro d’ufficio e, ancora, una scarsa visibilità sulle spese.

Implicita la deduzione: le inefficienze relative ai processi di spesa danneggiano direttamente le imprese. Il 60% delle aziende intervistate ha affermato che, durante la pandemia, si è trovato costretto a tagliare i costi, mentre ora è necessario investire per accelerare la ripresa.

Per calcolare il macro-impatto degli inadeguati controlli di spesa, Coleman Parkes ha identificato attraverso questa ricerca la perdita di fatturato del 2% in tutti i mercati esaminati, e ha applicato questo calcolo al PIL di ciascun mercato (e dell’Europa nel suo insieme) per stabilire l’impatto economico totale di tali controlli nelle aziende.

Inoltre, dal report emerge che quasi un dirigente d’azienda su due (49%) non ha certezza sull’effettivo ammontare del capitale circolante.

“La ricerca mostra chiaramente la duplice sfida che le aziende si trovano ad affrontare: ridurre i costi e, al contempo, consentire la realizzazione di un percorso di ripresa. Sebbene la liquidità fuoriesca a una velocità impressionante dall’interno delle organizzazioni, queste devono trovare dei modi di ottimizzare e accelerare le pratiche di gestione ottimale delle spese, oltre che limitarsi a riparare i buchi per meglio posizionarsi ai fini della crescita futura”, commenta Stephen Saw, Direttore di Coleman Parkes.





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