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Senza smart working le aziende rischiano di perdere i migliori talenti

Scritto da Redazione


La grande maggioranza degli intervistati (82%) pensa che il lavoro sarà sempre più da remoto anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. Per questo motivo, i modelli di lavoro flessibile sono essenziali per attrarre e trattenere i talenti. 

Secondo il 55% del campione le aziende rischiano di perdere i migliori talenti se non sapranno offrire modelli di lavoro flessibile e, in caso di cambio di lavoro, il 45% accetterebbe solo ruoli con possibilità di lavoro flessibile o da remoto. 

Il 53% vorrebbe vedere regolate da una legge il lavoro da remoto.

Solo per il 21% degli intervistati la pandemia ha inciso negativamente sulla carriera professionale, mentre il 28% ha beneficiato di effetti positivi in termini di gestione del tempo, flessibilità e performance in generale. 

Inoltre, il 41% apprezza il fatto che evitando gli spostamenti per recarsi sul posto di lavoro, ha avuto più tempo da passare in famiglia, dedicarsi a un hobby o semplicemente dormire di più.

Come risultato, il 52% vedrebbe con favore per dopo la pandemia un modello di lavoro ibrido, con presenza in ufficio e lavoro da remoto, con solo il 14% che si dice favorevole a tornare a lavorare in ufficio tutti i giorni. Seguire questa tendenza, potrebbe essere fondamentale per le aziende, per non lasciarsi scappare i migliori talenti.

Nonostante i benefici sperimentati da molte persone grazie al lavoro da remoto, il 36% degli intervistati ha affermato che il suo benessere mentale è peggiorato negli ultimi 12 mesi. Lo studio ha anche evidenziato inoltre che l’89% considera importante che la cultura aziendale promuova il benessere mentale e / o fisico, suggerendo che le aziende dovrebbero ridefinire la loro cultura per offrire un’esperienza utente che assicuri di poter continuare a lavorare in modo produttivo nel lungo termine.





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