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Modello Network as a Service: crescita del 41% nei prossimi 2 anni

Scritto da Redazione


Lo studio “Preparing for the post-pandemic workplace” sottolinea come i responsabili IT siano impegnati a rendere operativa una forza lavoro altamente distribuita e a gestire la diffusione di un workplace ibrido, abbandonando gli investimenti di capitale a favore di soluzioni “as a service”.

La percentuale media di servizi IT consumati su abbonamento è destinata ad accelerare nei prossimi due anni, passando dal 29% del totale di oggi al 41% del 2022, mentre le aziende che consumano la maggioranza (oltre il 50%) delle proprie soluzioni IT in modalità “as a service” aumenteranno di circa il 74%.

“Di fronte alla diffusione di un workplace ibrido, ai responsabili IT è chiesto di garantire un delicato equilibrio tra flessibilità, sicurezza e convenienza economica all’edge”, dichiara Morten Illum, Vice President di Aruba, società Hewlett Packard Enterprise. “Il workplace è cambiato in modo significativo e per poter supportare le nuove norme come il distanziamento sociale e le esperienze contactless, gli uffici devono essere dotati di una tecnologia che garantisca connettività, sicurezza e supporto a livello enterprise. È sempre più evidente come, per sostenere queste nuove esigenze in uno scenario finanziario difficile, i responsabili IT siano attirati dai vantaggi economici e dai minori rischi offerti da un modello su abbonamento”.

La ricerca, che ha coinvolto 2.400 decision maker dell’IT di oltre 20 Paesi e di otto settori economici, analizza come hanno risposto alle esigenze dell’IT e del business a seguito del Covid-19, sulle decisioni di investimento e sui modelli di consumo attualmente considerati.

Dall’indagine sono emersi alcuni punti essenziali.

I decision maker dell’IT hanno dichiarato che l’impatto del ovid è stato significativo sia sui rispettivi dipendenti sia sulle decisioni per gli investimenti a breve termine sulle reti:

  • il 20% dice di aver registrato un impatto “significativo” sul personale (cassa integrazione o licenziamenti) mentre il 48% lo ha giudicato “moderato” (riduzioni temporanee in alcune funzioni) e il 23% “basso” (conseguenze su pochissimi posti di lavoro).
  • In EMEA, Russia (27%), UAE (25%), Svezia e Francia (entrambe 24%) si sono classificate al primo posto in termini di impatto “significativo” con Spagna (13%) e Paesi Bassi (15%) notevolmente inferiori.
  • Il 74% ha affermato che dall’inizio della diffusione di Covid ha rimandato o ritardato gli investimenti per progetti di networking e il 30% di averli cancellati del tutto.
  • Il più alto numero di cancellazioni di progetti è stato in Svezia (59%) e il più basso in Italia (11%), a dimostrazione della presenza di disparità significative anche tra i paesi all’interno della stessa regione, mentre il 37% degli ITDM operanti nella scuola e il 35% del settore alberghiero e dell’ospitalità ha affermato che è stato costretto ad annullare gli investimenti di rete.

I piani per il futuro risultano aggressivi poiché la stragrande maggioranza del campione prevede di mantenere o incrementare i propri investimenti di rete: il 38% a livello globale aumenterà i propri investimenti nel networking cloud-based mentre il 45% lo manterrà invariato e il 15% lo ridurrà.

Nel disegnare i propri piani di investimento, i decisione maker IT prendono in considerazione modelli di consumo alternativi per raggiungere il miglior equilibrio possibile tra valore e flessibilità.

  • Il 50% in EMEA afferma di essere impegnato a valutare nuovi modelli su abbonamento per l’hardware e/o il software, il 51% i servizi gestiti per hardware/software chiavi in mano e il 29% il leasing finanziario – tutti come conseguenza dell’impatto del COVID-19. Questo riflette la crescente necessità di modelli più flessibili dal punto di vista finanziario all’interno di uno scenario difficile.
  • I modelli di networking su abbonamento risultano più popolari nell’area APAC (61%) che nelle Americhe (52%) o nella regione EMEA (50%) mentre a livello di singoli Paesi le richieste più alte si trovano in Turchia (73%), India (70%) e Cina (65%).
  • I più interessati a valutare il modello su abbonamento sono il settore alberghiero e ospitalità (66%), IT, tecnologico e telecomunicazioni (58%) e scuola (57%). L’impatto del Covid sui comportamenti dell’IT ha provocato un desiderio mai così grande di flessibilità e prevedibilità nella spesa e di riduzione dei rischi legati ai costi di capitale anticipati.
  • In netto contrasto con tutto questo, solo l’8% a livello globale prevede di continuare sulla strada degli investimenti di capitale, con una proporzione superiore nei Paesi Bassi (20%), negli Stati Uniti (17%), in Spagna (16%) e in Francia (15%). Per quanto riguarda i settori economici, intende concentrarsi esclusivamente su investimenti di capitale il 15% di chi opera nel retail, nella distribuzione e nei trasporti contro il 5% dei settori scuola, IT, tecnologico e delle telecomunicazioni e il 2% del settore alberghiero e ospitalità.





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